Decreto legislativo n. 502/ 92
Testo aggiornato del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante:'Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421'
testo integrato e aggiornato del d.leg.vo 502 92.doc
 

D.LEGISL.396-97 RAPPR.SINDACALE
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D-L-89 CONV.L.141/03-decreto-legge 27 maggio 2005, n. 87 - legge n. 149
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DPR 26-2-'7 N.42 DIR.SC.IRCCS.doc
 

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decreto MIUR PER ACCESSO UNIVERSITA' MED
PUBBLICATO IN GU IL NUOVO DECRETO CHE REGOLA LE MODALITA' D ESAME PER L'ACCESSO A MEDICINA E ALLE PROFESSIONE SANITARIE CON CALENDARIO CONCORSI
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DECRETO LEGGE N 23 E LEX CONVERSIONE N.64 -MAGGIO 2007
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PROROGATA LA LIBERA PROFESSIONE NEGLI STUDI PRESTAZIONI AGGIUNTIVE PER INF E TEC.RAD.
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ACN MED GEN 05 INTEGRATO
ACN CON INTEGRAZIONI E QUESITI SISAC
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AN MED GEN INTEGR.1
INTEGRAZIONE
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congedo parentale 2016 circolare
Pubblicato in data 24/02/2016, nelle categorie: Personale e Scuola, STAMPA QUESTO ARTICOLO FRUIZIONE DEL CONGEDO PARENTALE AD ORE DEI LAVORATORI ISCRITTI ALLA GESTIONE DIPENDENTI PUBBLICI. ULTERIORI PRECISAZIONI INPS Come è noto, il decreto legislativo 15 giugno 2015 n.80, in attuazione dell’art.1, commi 8 e 9 della legge delega 24 dicembre 2014 n.183, apporta una serie di modifiche, in via sperimentale per il solo anno 2015, al Decreto Legislativo n. 151 del 26 marzo 2001, modificando, tra l’altro, i limiti temporali di utilizzo del congedo parentale e del prolungamento dello stesso per i figli con disabilità in situazione di gravità, nonché i limiti temporali dei periodi indennizzabili a prescindere dalle condizioni reddituali. Il successivo D. Lgs. n.148/2015, in vigore dal 24/09/2015 con lo stanziamento dei fondi necessari al mantenimento delle misure introdotte dal d. lgs n.80/2015 conferma la struttura delle misure per il sostegno della maternità anche per gli anni successivi al 2015. L’art.7, del d. lgs. n.80/2015, interviene in materia di congedo parentale fruito su base oraria, aggiungendo il comma 1-ter all'art. 32 del d. lgs. 151/2001. Tale comma introduce una disciplina legislativa applicabile in caso di mancata regolamentazione da parte della contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, delle modalità di fruizione del congedo parentale su base oraria. Tale disposizione consente a ciascun genitore di scegliere tra la fruizione del congedo in modalità giornaliera e quella oraria. La fruizione su base oraria è, secondo il comma 1-ter dell’art. 32, consentita in misura pari alla meta dell'orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale. E’ esclusa inoltre, la cumulabilità della fruizione oraria del congedo parentale con permessi o riposi di cui al decreto legislativo n. 151/2001. A riguardo l’INPS con la circolare n. 40 del 23/2/2016, facendo seguito alle proprie precedenti circolari n. 139 del 17/7/2015 e n. 152 del 18/8/2015, ha fornito ulteriori chiarimenti. Nel rinviare per completezza di informazione al testo completo della suddetta circolare, si evidenzia che nella stessa è precisato che: ü a seguito dell’elevazione dei limiti temporali, a decorrere dalla data di entrata in vigore (25/06/2015) del d. lgs. n.80/2015 per i periodi di congedo parentale di cui all’art.32, fatte salve le disposizioni normative di maggior favore, le amministrazioni pubbliche sono tenute a corrispondere al dipendente, salvo disposizioni di maggior favore, il 30% della retribuzione persa per un periodo di congedo parentale massimo, complessivo tra i genitori, di sei mesi, fruito fino al sesto anno di vita del bambino o di ingresso del minore in affidamento o adozione; ü per i periodi di congedo parentale ulteriori rispetto al limite dei sei mesi ovvero per i periodi fruiti tra i 6 anni e gli otto anni di vita del bambino (o dell’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato), le amministrazioni pubbliche sono tenute a corrispondere la retribuzione di cui sopra a condizione che il reddito individuale dei genitori richiedenti sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria; ü i periodi di congedo fruiti tra gli otto e i dodici anni non danno diritto ad alcuna retribuzione; ü per effetto del combinato disposto degli articoli 35, 34 e 32 del d. lgs. n.151/2001 e dei nuovi limiti temporali introdotti dalla riforma, la fruizione del congedo parentale fra il 25/06/2015 e il 31/12/2015 è coperta da contribuzione figurativa fino al 12° anno di vita del bambino ovvero fino al 12° anno di ingresso del minore in famiglia, fatto salvo in questo ultimo caso, il limite del raggiungimento della maggiore età da parte del minore.
 

dl-art 71 -malattia -circolare
questa os non condivide assolutamente la volonta del governo di considerare assenteisti i lavoratori. evidentemente il ministero non conosce bene lo stato di salute degli italiani , si allega ,comunque,la circolare esplicativa dell'arti.71
 

dl 112-08 testo coord
la manovra di contenimento ec.di giugno 2008.vedi in particolare art 71 assenza per malattie e art 72 collocamento a riposo anticipato per chi maturera' 40 nel prossimo quinquennio.
DL 112-08 TESTO COORD.DOC
 

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tutela maternita' e handicap
leggi di interesse per la tutela della maternita' e paternita(congedi parentali)e degli handicaps
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cassazione-no al demansionamento
CASSAZIONE Il professionista demansionato ha diritto a tutti i danni Massima tutela per i lavoratori professionisti. Infatti hanno diritto ai danni patrimoniali e non patrimoniali nel caso in cui il superiore gerarchico li abbia ingiustamente demansionati ed estromessi da qualunque attività, compromettendone così la carriera e la vita di relazione. La Cassazione con una sentenza di febbraio 2010 ha usato il pugno di ferro contro un primario che aveva demansionato, non facendolo partecipare a nessuna attività del reparto, un chirurgo anziano che, per questo, gli aveva fatto causa. Non solo. I giudici della terza sezione civile hanno anche annoverato “il lavoro del professionista” fra quelli tutelati dalla Costituzione, “secondo le teorie organicistiche e laburistiche anche europee”. In sintesi, mette nero su bianco la Cassazione, “il lavoratore professionista va posto in uno stato costituzionalmente protetto, per le connotazioni essenziali e le condizioni di qualificazione e dignità professionale; in altri termini in una posizione soggettiva costituzionalmente protetta”. Insomma, la terza sezione civile della Suprema corte ha accolto il ricorso degli eredi del chirurgo demansionato dal suo primario affermando il principio secondo cui “in una fattispecie di rapporto gerarchico professionale, quale quello che r icorre tra il primario di un reparto ospedaliero di chirurgia pediatrica e l’aiuto anziano già operante nel reparto, rapporto che integra un contatto sociale dove la posizione del professionista dequalificato è presidiata da precetti costituzionali, costituisce fatto colposo che configura illecito civile continuato ed aggravato dal persistere della volontà punitiva e di atti diretti all’emarginazione del professionista, la condotta del primario che, nell’esercizio delle mansioni cui era addetto. Tale condotta altamente lesiva è soggettivamente imputabile al primario, come soggetto agente, ed esprime l’elemento soggettivo della colpa in senso lato, essendo intenzionalmente preordinata alla distruzione della dignità personale e dell’immagine professionale e delle stesse possibilità di lavoro in ambito professionale, con lesione immediata e diretta dei diritti inviolabili del lavoratore professionista”.
 

reinserimento ex medici convenzionati
Legge 27 ottobre 1993, n. 423 art 1 comma 15
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2017-dirigenza sanitaria-decreto legisl
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI INTEGRATIVE E CORRETTIVE AL DECRETO LEGISLATIVO 4 AGOSTO 2016, N. 171, DI ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL’ARTICOLO 11, COMMA 1, LETTERA P), DELLA LEGGE 7 AGOSTO 2015, N. 124, IN MATERIA DI DIRIGENZA SANITARIA.
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